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21 gennaio 2019

Scabbia: evitiamo gli allarmismi e applichiamo rigorosamente le norme di prevenzione

acaro scabbia

La scabbia è una parassitosi endemica sul territorio la cui presenza è sempre stata rilevata. Per questo è importante non creare ma diffondere la corretta informazione e, da parte di tutti, l’applicazione rigorosa e scrupolosa, delle direttive della prevenzione e del controllo che sono anche oggetto di comunicazione ministeriale.

A seguito dell’incremento delle segnalazioni nel corso del 2018 ASUITS ha tenuto una formazione specifica per gli operatori coinvolti (Clinica Dermatologica, SC Igiene e Sanità Pubblica, Distretti, Associazioni di Volontariato) mirata a condividere e uniformare la procedura aziendale per la gestione dei casi di scabbia, prevedendo percorsi particolari a seconda del contesto (famiglia, scuola, struttura per anziani, struttura di accoglienza per richiedenti asilo).

Nello specifico caso dell’ITIS, a seguito della prima segnalazione in un operatore avvenuta il 28 novembre 2018, come da procedura la SC Igiene e Sanità Pubblica ha trasmesso nella stessa giornata precise istruzioni sul da farsi, dopo aver raccolto i dati necessari all’indagine epidemiologica, e come attuato anche per un precedente episodio, sempre all’ITIS, di un anno fa.

Nei giorni successivi, a seguito di ulteriori segnalazioni che hanno coinvolto oltre agli operatori anche i residenti, mentre ASUITS manteneva un monitoraggio costante della situazione ITIS, la SC Igiene e Sanità Pubblica ha convocato i responsabili della struttura il 9 gennaio, per fare il punto della situazione e definire le azioni da intraprendere.

Nel corso dell’incontro è stato definito e chiarito il problema dal punto di vista epidemiologico, sono state condivise le azioni da intraprendere, e condivise le procedure utili a fornire risposta al problema emergente.

Nella stessa occasione è stato ribadito che ASUITS, al fine della tutela della salute pubblica, ha sempre fornito e continuerà a fornire la tempestiva e puntuale informazione sulle procedure da adottare, per contenere la diffusione della parassitosi.

Oltre alla costante presenza in ITIS di personale sanitario del Distretto 2, l’Azienda Sanitaria, per affrontare la questione, ha inoltre messo a disposizione dell’ITIS nell’ultima settimana, tre accessi da parte di un dermatologo. Dalla prossima settimana gli accessi programmati saranno due, suscettibili di un aumento in base alle necessità, ed il dermatologo sarà coadiuvato da un assistente sanitario, per monitoraggio, supervisione e trattamento dei casi. Il coordinamento di tutte le attività è svolto dal Direttore del Distretto 2, che quotidianamente si relaziona col Direttore dell’ITIS.

Restano a carico della Direzione di ITIS l’applicazione delle indicazioni di Sanità Pubblica date da ASUITS e l’applicazione di quanto disposto dal Decreto Legislativo 81/2008 in tema di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro.

 

La scabbia: informazioni utili
La scabbia è un’infestazione della cute provocata dall’acaro del Sarcoptes scabiei. Si tratta di un’infestazione che può anche essere molto fastidiosa ma assolutamente non grave e sempre curabile. Alla fine di un trattamento svolto correttamente, la persona non è più contagiosa ed è completamente guarita.

La fonte più comune di trasmissione della scabbia è il contatto diretto e prolungato con un individuo infestato. Come descritto anche nei documenti del Ministero della Salute, solo i contatti prolungati (almeno 15 - 20 minuti di contatto pelle su pelle) possono causare la trasmissione del parassita.

La malattia è soggetta a segnalazione obbligatoria, da parte di un Medico, al Servizio Igiene Sanita Pubblica.

La Circolare Ministeriale del 1998, “Misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica”, prevede a seconda dei casi, l’allontanamento da scuola o dal lavoro fino al giorno successivo a quello di inizio del trattamento, mentre per soggetti ospedalizzati o istituzionalizzati, è previsto l’isolamento da contatto per 24 ore dall’inizio del trattamento. Nei confronti dei conviventi/contatti sono invece previsti il trattamento profilattico, la sorveglianza sanitaria e l’educazione sanitaria.

Per quanto riguarda l’ambiente, sono indicati il lavaggio a temperatura superiore a 60° di lenzuola, coperte e vestiti utilizzati nelle 72 ore precedenti l’inizio della terapia (i vestiti non lavabili con acqua calda vanno tenuti da parte, se possibile in un sacco di plastica chiuso, per una settimana) per evitare re-infestazioni. Tutto ciò che non è lavabile ad alte temperature va messo in un sacco impermeabile (coperte, cuscini materassi…), lasciato chiuso per almeno 48 - 72 ore a temperatura inferiore ai 10 °C (all'esterno durante l'inverno) oppure accantonato chiuso per almeno 1 settimana. Eventualmente si può spruzzare all'interno del sacco dell’insetticida spray a base di piretro (quello per le mosche e formiche a base di piretro va bene). Opportuno inoltre trattare materassi, divani ecc. con vapore a 100°C. Questo è necessario per oggetti venuti a contatto con il caso nelle precedenti 48 – 72 ore.

CREAUS/SS/ss

ultima modifica: 21 gennaio 2019 Commenti / Suggerimenti